PERCHÉ DOVREI DIVENTARE VEGETARIANO? L’AVETE CHIESTO A GOOGLE, VI RISPONDIAMO NOI


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Perché diventare vegetariano? È una delle domande che più spesso la gente pone ai motori di ricerca. Ecco la nostra risposta.


Le persone diventano vegetariane e vegane per diversi motivi. C’è chi lo fa per ridurre la sofferenza degli altri animali, chi per motivi di salute, chi per avere un minor impatto ambientale. Certo è che è un trend in crescita. Non è un caso, dunque, che tra le domande che vengono più spesso fatto a Google ci sia anche questa: perché dovrei diventare vegetariano?

1) Gli effetti positivi sul pianeta

Comunque la pensiate — o qualunque cosa dicano i vostri amici «carnivori»— una cosa è certa: ridurre il consumo di carne nel mondo avrebbe un effetto positivo su tutto il pianeta. Sono decine gli studi, che si sono moltiplicati negli ultimi tempi, che lo certificano. I benefici nella riduzione mondiale di consumo di derivati animali sarebbero a livello di consumo di acqua, produzione di gas serra, consumo e inquinamento del suolo, salute collettiva.

2) Chi ama gli animali non li mangia

Senza contare il dato più clamoroso che chiama in causa la morte di miliardi di individui che vengono uccisi per finire nei nostri piatti. Anche se i numeri sono difficili da calcolare, almeno 70 miliardi di animali vengono macellati nel mondo ogni anno. Sono in Italia sono 600 milioni gli animali allevati annualmente. Una strage inimmaginabile che non ha paragoni con guerre, epidemie, catastrofi naturali.

3) Gli effetti degli allevamenti sul riscaldamento climatico

Un rapporto Fao del 2006 collega ufficialmente per la prima volta l’allevamento intensivo al riscaldamento climatico con dati e numeri dell’emergenza eco-alimentare. A seconda degli studi i dati dicono che almeno tra il 18% e il 51% di tutte le emissioni di gas serra a livello mondiale sono prodotti dalla produzione di carne. Secondo uno studio britannico del 2014 una persona con un’alimentazione 100% vegetale produce metà dell’anidride carbonica di un onnivoro medio americano. Un chilo di agnello porta con sé una parallela produzione di 39,2 kg di Co2 (l’equivalente di un viaggio in auto di almeno 140 km), per il maiale 12,1 kg, per il tacchino 10,9. Mentre 13,5 kg di Co2 vengono rilasciati nell’atmosfera per ogni chilo di formaggio prodotto. Tutto cambia con i vegetali. Le lenticchie? Siamo sotto al chilo.

4) Un hamburger = 2 mesi di docce

Mangiare un solo hamburger equivale a usare l’acqua necessaria per due mesi di docce. Al contrario per un chilo di carote bastano 131 litri di acqua. Il cibo ricavato dagli animali ne consuma almeno da 5 a 10 volte di più di quella che serve ad un’alimentazione vegetale: se per 1 kg di carne bovina sono necessari non meno di 15 mila litri di acqua (più o meno l’equivalente di 110 vasche da bagno), circa 6 mila invece per un chilo di maiale, mentre per 1 kg di riso ne sono sufficienti poco più di 2.500. Per i vegetali in generale il rapporto acqua-calorie è di 1,34 al litro: la metà della carne di pollo, quasi dieci volte di meno se si prende in considerazione il manzo.

5) Il 70% della Terra coltivabile destinato agli animali

Circa 3,5 miliardi di ettari di terra (ossia il 70% della terra coltivabile del pianeta) sono destinati alla produzione animale. Di questi, 470 milioni sono riservati alla coltivazione di cereali e leguminose per la produzione di mangimi. Il tipo di carne più efficiente è quella di pollo ma per avere una caloria da questo cibo se ne devono bruciare 9 che vanno nella coltivazione dei cereali e acqua che servono per la sua alimentazione. Il rapporto è di 15 a 1 per il maiale e di 25 a 1 per il manzo. Parliamo tanto di sprechi alimentari perché il 40% del nostro cibo finisce nella spazzatura ma qui si tratta di gettare nella spazzatura l’800% del cibo che produciamo. Ci sono circa 800 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame e noi continuiamo a usare la maggior parte dei cereali che produciamo per sfamare gli animali. L’80% della soia prodotta livello mondiale serve all’allevamento.

6) Mangiare vegano fa bene o fa male?

Se tutto il mondo adottasse una dieta strettamente vegana si risparmierebbero 8,1 milioni di morti premature da qui al 2050, ma anche un cambiamento minore che limiti il consumo di carni rosse a circa 300 grammi alla settimana ne eviterebbe più di 5 milioni. Lo afferma uno studio della Oxford university pubblicato dalla rivista Pnas. Il maggior guadagno in termini di vite salvate, soprattutto per le minori malattie cardiovascolari ma anche per tumori e patologie legate all’obesità, verrebbe dalla dieta vegana, seguita dalla vegetariana (7,4 milioni di morti risparmiate). I benefici economici per i sistemi sanitari andrebbero dai 700 ai mille miliardi di dollari l’anno.

7) Infine…qualche dato

Il Paese con il maggior numero di vegetariani (circa il 30% della popolazione) è — per motivi religiosi e culturali — l’India: il 70% dei vegetariani nel mondo vive qui. L’India è anche il Paese che consuma meno carne:3,2 kg a persona all’anno. Al lato opposto gli Stati Uniti che, con 120 kg all’anno per persona, è il Paese dove si consuma più carne (la media mondiale è 37kg). In Cina il consumo pro capite si ferma — per adesso — a 58,5 kg ma è più che raddoppiato rispetto al 1981 (20,47 kg). E, considerato che la Cina è il Paese più popolato al mondo (con oltre 1 miliardo e 300 milioni di persone), è ovvio che sia leader nel consumo di carne a livello mondiale: nel 2012 ha raggiunto un consumo annuale di 71 milioni di tonnellate, più del doppio di quello degli Stati Uniti. In Italia la crescita è più contenuta: siamo passati dai 75,36 kg a testa del 1981 agli 86,65 kg del 2011. Ma risalendo all’indietro al 1961 (31Kg di carne pro capite) l’aumento è di circa il 190%. L’Italia, almeno secondo gli ultimi dati Eurispes, è anche tra i Paesi in Europa con il maggior numero di vegetariani: l’8% della popolazione, circa quanto la Germania, un po’ meno dell’Austria (circa l’11%), la Gran Bretagna tra il 7 e l’11% con un incremento dei vegani (circa l’1% della popolazione) del 360% negli ultimi 10 anni.

di Beatrice Montini

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