Alimentazione vegetariana e vegana: via libera del Ministero della Salute


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Un documento ministeriale sdogana l’alimentazione vegetariana e vegana e ne certifica la bontà per la salute


Un documento ministeriale sdogana l’alimentazione vegetariana e vegana e ne certifica la bontà per la salute

L’alimentazione vegetariana e vegana fa bene alla salute. A dirlo questa volta è direttamente il Ministero della Salute, che ha certificato la bontà, sotto il profilo nutrizionale, dei regimi privi di alimenti di origine animale. Seppur passata in sordina, la presa di posizione del Ministero guidato da Beatrice Lorenzin è stata sancita in maniera ufficiale in una pubblicazione diffusa in occasione dell’evento internazionale organizzato durante Expo 2015 “Nutrire il pianeta, nutrirlo in salute” dello scorso ottobre. Nel volume, dedicato ai principi della sana alimentazione, un intero capitolo è incentrato proprio sull’alimentazione vegetariana e vegana.

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È noto che una dieta vegetariana conferisca protezione dalle malattie cardiovascolari, da alcuni tipi di neoplasie (in particolare colon e tratto gastroenterico e vie respiratorie), e sia associata a una riduzione della mortalità per tutte le cause. Rispetto alle diete vegetariane – sottolinea la pubblicazione ministeriale – la dieta vegana sembra offrire un’ulteriore protezione dall’insorgenza di obesità, ipertensione, diabete mellito di tipo 2 e mortalità cardiovascolare, soprattutto nel sesso maschile”. Gli effetti positivi sulla salute dell’alimentazione vegetariana e vegana, spiega il documento, sarebbero da ricondurre al contenimento del pese corporeo spesso associato a una dieta priva di alimenti di origine animale, ma anche alla maggior presenza di antiossidanti e fibre propria di una dieta ricca di verdura e frutta fresca.

Il testo pone come modello alimentare ideale quello promosso dalle principali Società scientifiche europee basato, come nel caso delle dieta mediterranea, su un regime equilibrato composto da una prevalenza di carboidrati, tra il 45-60%, meglio se complessi e ricchi in fibre, una limitazione degli zuccheri semplici a meno del 15%, con il 20-35% di grassi di cui meno del 10% saturi e con circa 0,9 g/kg del peso corporeo di proteine. Non a caso, il documento si sofferma anche sul tema della carne rossa e sul suo rapporto con l’incidenza di patologie quali i tumori. Su questo tema molto dibattuto negli ultimi mesi, dopo l’allarme lanciato dall’Oms sulla carni rosse processate, il Ministero non fa che anticipare le conclusioni del documento ufficiale del Comitato Nazionale per la Sicurezza Alimentare presieduto dal professor Giorgio Calabrese sul tema della potenzialità cancerogena della carne rossa, reso pubblico qualche giorno fa. “Anche su nostri dati, un frequente consumo di carne (in particolare rossa) è associato a un aumentato rischio di diversi tumori”, evidenzia la pubblicazione. “Una dieta a basso rischio per i tumori – ribadisce – dovrebbe quindi essere ricca di verdura e frutta, di cereali integrali, ma è necessario limitare i cereali raffinati, evitare elevati consumo di carne rossa e ridurre la componente di grassi, sostituendo l’olio d’oliva ai grassi animali, margarina e olio di semi vari”.

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Silvia De Bernardin

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